+54 (261) 423.1573

La città di Mendoza è la capitale della provincia e la più importante dell’ovest argentino. Situata ai piedi della cordigliera delle Ande, forma un incredibile oasi di coltivazione grazie ai fiumi Mendoza e Tunuyán. È una delle destinazioni turistiche più scelte dalle variate e interessanti possibilità che possono essere effettuate nel settore.
Si viene a Mendoza a visitare le sue cantine, per l’eccellente mangiare argentino, le meravigliose Ande, conoscere le calorose persone, effettuare le compere locali e approfittare il prezzo accessibile.
Ci sono centinaia di cantine con una distanza di circa un’ora in macchina - alla maggior parte ci si deve andare con previo appuntamento, la specialità qui è il Malbec. Le Ande sono più lontane ma una buona passeggiata si può fare lungo la Strada nazionale 7 verso il limite con il Cile. Quando ci si avvicina ad un certo punto elevato del passaggio, si passa per un belvedere dell’ Aconcagua, la vetta più alta del mondo ad eccezione dell’Himalaia. Le Ande è la sala da giochi all’aria aperta di Mendoza e qui si possono praticare diversi sport come lo sky, il trekking, il rafting fra altre attività d’avventura nel cortile della città.

Storia  Clima Popolazione  •  Architettura e Struttura Urbana  •  Idioma  •  Religione  •  Moneta  •  Costituzione e Governo •  Due date storiche   • Emblemi Nazionali  •  Zona Oraria  •  Documenti  • IVA  •  Metodologie di Pagamento  •  Orari  •  Mance  •  Arrivo a Mendoza

 

Storia

Terra con tradizione storica, Mendoza conserva numerosi ricordi dell’epopea Sanmartiniana(di San Martín) attraverso il Cerro della Gloria, Il Plumerillo, il Parco San Martín e i musei che contengono documenti del passo per la regione del padre della patria Argentina.
All’ arrivo degli spagnoli, il territorio mendozino era occupato dagli indios Huarpes, nella Valle di Uco, nel Nord e Nordovest di Mendoza, gli Incas a Uspallata e la Valle del fiume Mendoza, e gli indiani Puelches a sud del fiume Mendoza. Più tardi, tra il XVIII e il XIX secolo, si incorporarono i Pehuenches soprattutto nel dipartimento di Malargüe.

Gli Huarpes risaltarono perché svilupparono una rete di canali d’irrigamento nella Valle della Huentota (oggi città di Mendoza), che le avrebbe permesso coltivare patate e mais.
Gli spagnoli si trovarono con questo ingegnoso sistema, al che posteriormente chiamarono "Dique de la Toma de los españoles" (Diga della Presa degli spagnoli).
Gli Huarpes erano un popolo pacifico, sedentario e agricoltore. Vestivano utilizzando due scialle: uno che, dalla vite arrivava fino alle ginocchia e un altro sopra le spalle che si stringeva al petto, afferrati nella parte anteriore da una spina cactacea. Alcune donne adornavano le loro vestimenta con pelli di guanaco che legavano alle loro spalle o aggiustavano alla vite. Indossavano anche lunghe collane.

Il 2 marzo del 1561, Pedro del Castillo fonda la città e la battezza con il nome in omaggio al governatore del Cile Don García Hurtado di Mendoza.
Una nuova espedizione alla testa del capitano Juan Jufré, intenta eliminare tutto quanto fatto da Del Castillo e trasferisce la città alla sponda sinistra a "dos tiros de arcabuz"(due archibugiate) il 28 marzo del 1562 per trovare il posto più competente, e ribattezza la città con il nome di "Resurrezione - Provincia di Huarpes". Nonostante ciò il tempo e i fatti sono stati superati rispettando il nome “Mendoza”.
È stata difficile la radicazione degli spagnoli nel posto, i quali generalmente risiedevano nel Cile, infatti 4 anni dopo essere stata fondata Mendoza rimasero soltanto 12 spagnoli.

 

 

Il governatore di Cile prese provvedimenti drastici, come ad esempio togliere i fondi agli "encomenderos" ( colonizzatore a chi veniva concessa una commenda) che non si radicavano, e così aumentò il numero degli spagnoli insediati che nell’anno 1600 ascese a circa 80.
La buona disposizione e la mansuetudine degli indios fece possibile che gli encomenderos si riconsolidassero, ma alcuni spagnoli trasferivano gli indios al Cile, questo ripercosse la mano d’opera indiana, fatto che stimolò la loro sostituzione per schiavi.
Due anni dopo la fondazione, il Cabildo (consiglio comunale) ricevette l’atribuzione di distribuire le terre.
Sorsero in questo modo le prime fattorie e i primi orti situati attorno al casco della città.
A partire da allora e durante il XVII secolo, si cominciano a dare i primi passi dell’opera evangelizzatrice e culturale dei Gesuita, e nel secolo seguente avrà luogo una serie di cambiamenti politico-amministrativi che affetteranno lo sviluppo della regione.

La produzione agricola che cronisti e viaggiatori consegnarono nel XVI secolo, continuò il suo sviluppo nei secoli XVII e XVIII. Abbiamo già parlato del origine dell’agricoltura nelle primitive fattorie irrigate dalle acequias (canali d’irrigamento) indigena. Man mano che si estendevano le coltivazioni, furono tracciati nuovi letti per l’irrigamento, al punto tale che a metà del XVIII secolo esistevano ottantatrè derivati dei fiumi Mendoza e Tunuyán.

Nel 1776 con la creazione del Vicereame del Río della Plata, fu modificata la struttura politica e nell’anno 1783 la regione del Cuyo passò a formare parte del Governo di Córdoba del Tucumán, designato governatore-intendente al Marchese di Sobremonte.
È solo nell’anno 1788 che si è potuta concretare un’opera sul fiume per irrigamento.
La popolazione agricola-pastorizia diede origine ad un’importante attività industriale. Vini, acquavite, frutti disseccati, farina e olio costituirono i principali derivati dell’agricoltura.

Agli inizi del XVIII secolo, Mendoza progrediva nel suo commercio insieme ad altre provincie. Vino, acquavite e olive erano inviate a Buenos Aires. In quegli anni il trasporto commerciale si realizzava con carri di legno, coperte con tendoni di cuoio e tetti di stancia o paglia.
Nel 1813 fu creato il governo di Cuyo e il generale José di San Martín assunse la carica di Governatore.
A Mendoza, nel XIX Secolo, furono effettuati i preparativi per la gesta liberatrice del Generale José di San Martín, chi finalmente riuscirebbe l’indipendenza riguardo alla Spagna, brindando una maggior autonomia.
Nel gennaio del 1817 San Martín lasciò Mendoza e partì con il suo esercito per intraprendere l’attraversamento della cordigliera e liberare il Cile e il Perù.
Distrutta dal terremoto del 20 marzo del 1861, Mendoza è stata ricostruita, trasformandosi nel corso dei cent’anni seguenti, in metropoli regionale di Cuyo, con amplio sviluppo nel commercio, le industrie, le finanze e la cultura.

 

 

Clima

Il clima della regione è mite, sebbene la montagna provvede un certo grado di aridità. La temperatura in estate oscilla tra i 18ºC e i 33ºC e i giorni sono caldi e le notti fresche. In inverno, la temperatura minima è di 3º C e la massima registrata è stata di 16ºC.

Popolazione

L’Argentina ha 36 milioni di abitanti approssimatamente, la popolazione totale della provincia di Mendoza è di 1.700.000 abitanti, 800.000 risiedono nel Gran Mendoza (gran conglomerato urbano del nord della provincia), trasformandolo nel quarto assestamento popolazionale del Paese. Possiede una densità di 13 abitanti per chilometro quadrato. Il 95% della popolazione è di razza bianca, la maggioranza discendenti di italiani e spagnoli.

Architettura e Struttura Urbana.

L’ architettura di Mendoza, non possiede uno stilo definito, ma si potrebbe dire che è di stilo moderno visto che dovuto al terremoto del 1861, tutta le sue edificazioni furono ricostruite, a partire dal 1870 sorgeva così la nuova città di Mendoza. Nel microcentro ci sono edifici ma questi non superano gli otto o dieci piani, dovuto a che è una zona propensa ai movimenti sismici. Il tipo di costruzione è antisismica, per quello si adopera maggior quantità di ferro e di calibro più amplio che nella costruzione comune. Si impiegano anche mattoni e cemento idraulico armato.
La città è ben strutturata e tutto quel che vale la pena visitare si trova dentro una distanza alla quale si può accedere camminando. Ha un’eccellente forestazione con diversi alberi, irrigati da piccoli canali (acequias) che si trovano insieme a molti dei cammini, proporzionando l’irrigamento necessario. La città si centra attorno alla piazza Independencia (Indipendenza), con una strada pedona, Via Sarmiento. Parallele a Sarmiento, a quattro isolati di distanza, si trovano la via Arístides Villanueva e Las Heras, tra le quali si concentra l’attività commerciale e bancaria. Ci sono molti bar all’aria aperta, situati principalmente nella Pedonale Sarmiento, Viale Colón, Viale San Martín e Viale Arístides Villanueva, e i marciapiedi sono ampli, ben conservati, sempre puliti, tanto da invitare a camminare su di essi le intere giornate.

Idioma

La lingua ufficiale nell’Argentina è lo spagnolo e l’ Inglese è generalmente ben capito dai commercianti e le persone d’affari che operano a Mendoza. Quell’ idioma è obbligatorio nell’educazione superiore.

Religione

Esiste la libertà religiosa pur se la religione ufficiale nella Repubblica Argentina è la Cattolica Apostolica Romana. Altre religioni praticate sono la Protestante, Ebrea, Musulmana, Ortodossa Greca, Ortodosso Russa e altre.

Moneta

Il Peso è la moneta ufficiale in Argentina. Ci sono banconota di 2, 5, 10, 20, 50 e 100 pesos e monete di 1 - 0,5 - 0,10 - 0,25 e 0,50 centesimi. Il peso argentino ha libertà di cambio valuta però si è mantenuto con gran stabilità durante gli ultimi anni. Attualmente quotizza U$ 1 = $ 3.20.

 

 

Costituzione e Governo

L’Argentina è composta da 23 provincie e un distretto federale, la Città di Buenos Aires. La Costituzione Nazionale stabilisce un regime rappresentativo, repubblicano e federale. Possiede una divisione di poteri in: Esecutivo, Legislativo e Giudiziario. Il Potere Esecutivo è esercitato dal Presidente e Vicepresidente eletto della Nazione per un periodo di 4 anni con possibilità di essere rieletto soltanto un altro periodo. Il Potere Legislativo è composto dalla Camera di Senatori e la Camera dei Deputati. Per ultimo, il Potere Giudiziario è composto dalla Corte Suprema di Giustizia.

Due date storiche

25 Maggio del 1810– Si celebra l’anniversario del Primo Governo Patrio e il 9 Luglio del 1816 la Proclamazione del’Indipendenza.

Emblemi Nazionali

La bandiera Argentina è composta da tre strisce orizzontali, celeste, bianca e celeste. Il fiore nazionale è l’erythrina e la pietra nazionale è la rodocrosite.

Zona Oraria

Argentina possiede una sola zona oraria: meno 4 ore GMT.

Documenti

Per entrare alla Repubblica Argentina c’è bisogno del passaporto con o senza visto dipendendo dalla nazionalità. Deve consultare nell’ Ambasciata o Consolato più vicino. Visite di Pesi non limitrofi sono esenti da imposta e articoli di viaggio, e gli articoli nuovi fino a US$300 e un addizionale US$300 se è stato acquistato in negozi duty-free dentro il territorio nazionale. Non si richiedono vaccini per penetrare il territorio.

IVA

Nell’ aeroporto si può realizzare il reintegro corrispondente all’ IVA di qualsiasi articolo acquisito che superi la somma dei $70.

Metodologie di pagamento

Sebbene i dollari americani sono generalmente accettati le monete possono essere cambiate nella maggioranza delle banche e agenzie di cambio autorizzate. Le carte di credito accettate nei commerci e negozi sono: American Express, Visa, Diners e Master Card. Esiste la possibilità che in qualche momento vi sia difficile cambiare i traveller’s check fuori Buenos Aires.

Orari

Como altre città argentine la Siesta è una gran parte di ogni giorno lavorativo. Tipicamente i negozi e diversi ristoranti aprono alle 9 am e chiudono avvolte all’ 1 o 2 pm circa, e riaprono un’altra volta a partire dalle 4:30 o 5 pm fino alle 9 pm. Se lei non è di un Paese che pratica la Siesta, questo può scomodare le sue abitudini in quanto ai pasti e compere durante i primi giorni.
I ristoranti cominciano a riempirsi di gente verso le 10 pm e raggiungono il loro numero massimo di persone alle 11 pm. Raccomandiamo prendere una piccola colazione, pranzare verso l’ 1 o 2 pm e dopo dirigersi ai ristoranti verso le 9 pm appena aperti.

Mance

Vanno dal 10% al 15% del totale del’ acquisto generalmente in caffetterie e ristoranti. È abituale dare le mance ai custodi, ai fattorini degli hotel e agli accomodatori dei cinema o teatri.

 

 

Arrivo a Mendoza

Le strade di accesso a Mendoza sono:

Via Santiago del Cile.
Via Buenos Aires
Dal sud (Bariloche o altre città)
Dall’est (Iguazú, Rosario, San Luis, Córdoba e altre città)
Dal nord (Jujuy, Salta, Tucumán, Catamarca, e altre città).


Da Santiago del Cile alla città di Mendoza ci sono 330 km. che possono essere anche percorsi via aerea o terrestre. L’attraversamento delle Ande in aereo permette un’incredibile vista delle Ande con le sue vette più alte: Aconcagua, Mercedario, Tunpungato. Il volo tarda solo 45 minuti, ed è uno spettacolo per la vista e un gran risparmio di tempo.

L’attravesamento per strada, dura approssimatamente 6 ore, dipendendo dall’attesa nelle dogane nel tunnel internazionale. È un’esperienza unica dovuta allo spettacolare paesaggio che si può osservare durante tutto il percorso, includendo una vista dell’imponente Aconcagua, il monte più alto d’ America. Per realizzare questa traversata si deve tener conto del clima, visto che durante i mesi d’ inverno, è possibile che il cammino si trovi chiuso durante ore o giorni, dovuto alla quantità di neve che si accumula.

Da Buenos Aires a Mendoza ci sono 1100 km e si arriva via aerea o terrestre. Chi desidera volare da Buenos Aires a Mendoza, dovrà farlo dall’aeroporto di voli di cabotaggio Jorge Newbery, e non dall’Aeroporto Internazionale Pistarini, più conosciuto come Ezeiza (EZE).

Via terrestre il percorso Buenos Aires - Mendoza è un viaggio di 10 ore approssimatamente, mentre che in aereo tarda solo 1 ora 20 minuti. Gli autobus da Buenos Aires a Mendoza hanno eccellenti servizi e diverse categorie, secondo il prezzo che desideri pagare.

© Copyright 2007 • Mapatina Group • Tutti i diritti riservati • Politica della Privacy • Termini d’ Uso. : MALVA Bureau ::  Red de diseño